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L’impatto della fine dello smartworking sull’automotive aftermarket: benefici per l’autoriparazione

L’impatto della fine dello smartworking sull’automotive aftermarket: benefici per l’autoriparazione

L’impatto della fine dello smartworking sull’automotive aftermarket forse non è il primo cambiamento che salta all’occhio in questo periodo. Dopo i mesi, ormai anni, passati vivendo una realtà a cui non eravamo abituati sembra che per il settore automotive ci possa essere finalmente un momento di ripresa.

Lo stop quasi totale delle attività ha avuto conseguenze importanti in quasi tutti i settori e quello dell’automotive aftermarket non è stato un’eccezione. Officine e distributori, anche se non obbligati alla chiusura forzata, hanno dovuto trovare nuovi modi per riuscire a garantire i servizi necessari ai propri clienti. Alcune necessità e accortezze permangono tutt’ora, ma finalmente possiamo dire di iniziare a vedere una parvenza di luce alla fine del tunnel.

Fine dello smartworking: l’impatto sul settore automotive

La fine dello smartworking, strumento che si è rivelato essenziale nei mesi più difficili per cercare di contenere i contagi, sta facendo sì che ora siano molte le persone che hanno di nuovo la necessità di spostarsi in auto per lavorare. È anche vero però che, per chi non si è fermato durante i diversi mesi di lockdown, l’automobile ha rappresentato un mezzo di trasporto considerato più sicuro di quelli pubblici perché consentiva di mantenere le distanze dalle altre persone.

Il mondo dell’autoriparazione, fortunatamente, non ha mai subito uno stop totale, ma a marzo 2020 ben il 90% degli autoriparatori dichiarò che la loro attività si fosse mantenuta su livelli bassi, mentre solo il 10% segnalò un normale livello di attività. Proprio per questo avevamo dedicato alcuni articoli del nostro blog ad una serie di consigli su come affrontare al meglio la pandemia in officina, cercando di offrire e far fruttare in maniera diversa i propri servizi.

Con un calo stimato del 52% dell’uso delle vetture da parte degli utenti, è innegabile che il periodo passato ha segnato duramente il settore. L’impatto della fine dello smartworking sull’automotive aftermarket sembra però finalmente essere positivo, tant’è che nel primo semestre del 2021 è stato riscontrato  un aumento significativo del lavoro per il settore dell’autoriparazione rispetto al 2020 e si prospetta una tendenza in crescita tra il 2021 e il 2022.

Il ritorno del lavoro in presenza sta portando a una maggiore circolazione dei mezzi privati che quindi avranno bisogno di manutenzione e riparazione. Più vengono usati, più si renderà necessario affrontare l’usura di freni e pneumatici, ad esempio. Così come ci saranno maggiori casi di in cui le persone avranno bisogno di riparare la carrozzeria della propria auto perché, si sa, una vettura che viene utilizzata è più probabile che subisca dei danni.

Crisi del settore automotive: l’impatto sull’aftermarket

A questo si aggiunge il non meno rilevante fenomeno della crisi mondiale del settore automotive, diretta conseguenza della crisi della produzione industriale di chip su scala globale. Le restrizioni sanitarie hanno implicato un ridimensionamento dell’offerta di chip e semiconduttori che sono fondamentali nella produzione di un’automobile, mentre allo stesso tempo la domanda di processori per telefonia, computer, elettronica di consumo, ha subito un aumento vertiginoso data la necessità di molti di lavorare o studiare da casa. I tempi di produzione, quindi, si sono dilatati enormemente e i dati relativi alle vendite, rispetto al 2019, sono molto differenti: -23,5% rispetto al 2019 nel periodo gennaio-giugno, -24,4% se si considerano anche i mesi di luglio e agosto. Quasi un’auto su quattro in meno.

La fine dello smartworking e l’automotive aftermarket, quindi, non sono entità del tutto separate e, anzi, questa nuova situazione probabilmente porterà a un incremento del fatturato per i professionisti dell’autoriparazione.

Solo il tempo potrà darci una reale conferma di queste previsioni, ma anche prendendo in considerazione i bonus e gli incentivi del 2020 e del 2021 lo scenario si prospetta finalmente roseo per chi lavora nel settore. Aumenterà il bisogno di rivolgersi a professionisti del settore per la manutenzione delle proprie vetture, ma sarà anche sempre più necessario che chi opera in questa industria dia grande importanza alla formazione e all’utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati in officina che permettano di lavorare in modo sicuro ed efficace.

Scegliere gli strumenti giusti per lavorare meglio in officina

Gli strumenti oggi a disposizione delle officine sono moltissimi e possono davvero fare la differenza nella gestione e nello svolgimento delle proprie attività quotidiane, soprattutto in questo periodo e nell’ottica di rimanere al passo con un mondo che sta diventando sempre più digitale.

Un software gestionale come GTA Pro, ad esempio, può essere un ottimo alleato nell’organizzazione del vostro lavoro in officina perché vi  permette di gestire l’emissione di schede lavoro, la stesura di preventivi di riparazione auto, la fatturazione elettronica, i pagamenti, di monitorare gli stock e le statistiche d’esercizio.

Per un aiuto più tecnico invece esistono banche dati specifiche per autoriparatori, come Autronica Multimedia, pensate proprio per aiutare i professionisti del settore a gestire le operazioni di manutenzione e diagnostica, nonché la riparazione dei veicoli con un team di tecnici esperti che fornisce un’assistenza costante agli utenti. Software di questo tipo permettono di avere in tempi brevissimi le informazioni tecniche giuste per lavorare in modo efficace e sicuro, garantendo la diminuzione dei fermi auto in officina e creando conseguentemente un maggiore guadagno per la vostra attività. Nella fattispecie Autronica Multimedia vi aiuta anche a promuovere la vostra officina e le vostre attività grazie ad un’ampia sezione marketing nella quale si possono trovare una vasta collezione di schede accoglienza e coupon promozionali da lasciare ai vostri clienti o che potete pubblicare sui vostri canali social.

In conclusione

L’impatto della fine dello smartworking sull’automotive aftermarket si fa notare in diversi aspetti strettamente relativi al settore, ma una cosa è certa: i tempi stanno cambiando ed è importante rimanere al passo con le necessità e le richieste di chi utilizza i vostri servizi. Se volete scoprire tutti gli altri strumenti a vostra disposizione per lavorare al meglio in officina date un’occhiata a questa pagina dedicata.

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